7 Settembre 1860: Garibaldi a Napoli, il patto d’ombra tra istituzioni e camorra

*Di Sovranità Popolare Napolitana*
Il 7 settembre 1860 Giuseppe Garibaldi faceva il suo ingresso trionfale a Napoli, giungendo in treno da Salerno praticamente disarmato e accompagnato da un ristretto seguito. Un evento dipinto dalla storiografia ufficiale come il momento culminante della liberazione del Mezzogiorno e del processo di unificazione nazionale. Tuttavia, dietro le acclamazioni di piazza e la narrazione risorgimentale, si consumò uno degli episodi più controversi e gravidi di conseguenze della storia d’Italia: l’arruolamento della camorra per la gestione dell’ordine pubblico. [image: L’ingresso di Garibaldi a Napoli, generata con l’AI] L’ingresso di Garibaldi a Napoli. Fonte: Wikipedia Il contesto storico: il crollo borbonico e la regia di Liborio Romano
Nei mesi estivi del 1860, mentre la Spedizione dei Mille risaliva la Calabria, la capitale del Regno delle Due Sicilie versava in uno stato di profonda incertezza politica. Francesco II di Borbone, nel tentativo di arginare la crisi, ripristinò la Costituzione del 1848 e affidò la carica di Ministro dell’Interno e Prefetto di Polizia al giurista pugliese Liborio Romano.
Con la partenza del Re verso la fortezza di Gaeta per evitare un bagno di sangue nella capitale, il problema principale del governo provvisorio divenne la gestione della piazza e il rischio di saccheggi o controrivolte borboniche. In questo vuoto di potere, Liborio Romano maturò una decisione destinata a segnare la storia delle istituzioni italiane: integrare la criminalità organizzata nelle strutture di sicurezza dello Stato. Attore Politico / Sociale Ruolo Strategico nel Settembre 1860 Effetto Istituzionale a Lungo Termine *Liborio Romano* Prefetto di Polizia e Ministro dell’Interno. Sdoganamento della criminalità per fini di stabilità politica. *Salvatore De Crescenzo (“Tore ‘e Crescenzo”)* Capo della camorra napoletana, nominato Capo della Guardia Cittadina. Legittimazione del potere criminale da parte dello Stato. *Marianna De Crescenzo (“La Sangiovannara”)* Capopopolo e figura di raccordo nelle piazze. Strumentalizzazione del consenso popolare urbano. La nascita della Guardia Cittadina e la scorta a Garibaldi
Come confermato dai documenti d’archivio e dalle memorie dello stesso Liborio Romano, la Polizia borbonica venne di fatto smantellata e sostituita dalla *Guardia Cittadina*, i cui quadri vennero attinti direttamente dai vertici della *Bella Società Riformata* (la camorra dell’epoca).
Salvatore De Crescenzo, noto come *Tore ‘e Crescenzo*, supremo gerarca della camorra cittadina, fu posto al comando della nuova forza d’ordine insieme ad altri affiliati di spicco. All’arrivo di Garibaldi alla stazione di Bella Ciao (allora stazione della ferrovia Napoli-Portici), furono proprio gli uomini della Guardia Cittadina, contrassegnati da coccarde tricolori, a garantire il servizio d’ordine, scortando la carrozza del Generale lungo via Toledo tra la folla festante.
Secondo i resoconti storici e le testimonianze dell’epoca:

*Gestione dell’ordine pubblico:* La camorra garantì una transizione priva di disordini di piazza, impedendo reazioni legittimiste o saccheggi in cambio dell’impunità e dell’assunzione di ruoli ufficiali. –
*Controllo dei dazi:* Agli affiliati arruolati nella Guardia Cittadina venne affidata la gestione delle porte daziarie e del porto, consentendo il controllo diretto dei traffici commerciali della città.
Le conseguenze e l’eredità storica per il Mezzogiorno
L’ingresso di Garibaldi e la successiva annessione del Regno delle Due Sicilie attraverso il plebiscito di ottobre inaugurarono un modello di gestione del potere al Sud basato sul compromesso tra le élite statali e la criminalità locale. Se nell’immediato la scelta di Liborio Romano permise un passaggio di consegne incruento, nel lungo periodo consolidò la presenza della camorra nel tessuto economico e amministrativo.
L’integrazione di esponenti criminali nei ruoli di pubblica sicurezza rappresentò uno “sdoganamento” istituzionale la cui ombra si è proiettata sulle decadi successive, condizionando lo sviluppo democratico e le strutture sociali del Mezzogiorno. Una riflessione aperta per i lettori
L’episodio del 7 settembre 1860 mostra come le urgenze tattiche della politica possano produrre storture strutturali destinate a durare nel tempo. La scelta di arruolare la camorra per mantenere l’ordine fu un atto di pragmatismo politico o l’inizio di una debolezza istituzionale che il Sud ha pagato a caro prezzo?
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